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La tutela delle persone con disabilità rappresenta una forte esigenza sociale, ed è proprio dalla necessità di mettere al centro la persona fragile con le sue debolezze e difficoltà, cercando di valorizzare le sue autonomie, che nasce la figura dell'Amministratore di Sostegno (Legge n. 6/2004 + Legge Provinciale n. 12). Uno strumento di tutela giuridica importante, ma al tempo stesso delicato, i cui confini talvolta sono molto sottili e difficili da non oltrepassare. A volte gli abusi di questo strumento diventano casi mediatici, riportando negativamente il lavoro dell’Amministratore di Sostegno, il quale invece che instaurare un rapporto fiduciario con il proprio beneficiario occupandosi del suo progetto di vita, agisce in piena autonomia sulla gestione delle risorse finanziarie. 
La figura dell’Amministratore di Sostegno, un ruolo nobile a tutti gli effetti, dovrebbe tenere in considerazione dei bisogni reali, delle esigenze e delle aspirazioni del suo beneficiario, senza sostituirsi e rispettandone le sue volontà. Un concetto ampiamente descritto nell'articolo 12 della Convenzione Onu, secondo cui il supporto al processo decisionale deve essere effettuato nel rispetto della volontà e delle preferenze della persona con disabilità. 
L'Amministrazione di Sostegno dunque deve essere un "abito" cucito su misura sulle caratteristiche della persona. Un "abito" morbido, comodo e accogliente, che valorizzi e sostenga la persona di fronte a una comprovata difficoltà. Una figura innovativa, progressista e di fondamentale importanza non solo per la persona interessata e la sua famiglia, ma che genera anche un impatto sociale di notevole importanza. 
 

 

Camilla Larcher, volontaria