Nel luglio 2026 si è svolto presso la Vrije Universiteit di Amsterdam il World Congress on Adult Capacity, al quale ha partecipato anche l'Associazione per l'Amministrazione di Sostegno, unica associazione italiana presente in qualità di membro dell'International Guardianship Network.
Il Congresso ha riunito rappresentanti provenienti da tutto il mondo: 328 partecipanti di 32 Paesi, dai Paesi nordici al Sud Europa, dal Nord e Sud America all'Asia e all'Australia. Professionisti, associazioni, università e rappresentanti istituzionali hanno preso parte a un ricco programma dedicato ai molteplici aspetti della tutela e dei diritti delle persone adulte con disabilità. È impossibile riassumere tutti gli argomenti affrontati; di seguito vengono riportati alcuni dei temi più significativi.
Il confronto tra culture, sistemi giuridici, modelli di welfare e risorse economiche dei diversi Paesi ha offerto numerosi spunti di riflessione. Le differenze sono emerse già nell'organizzazione della vita familiare: ad esempio, in Islanda i giovani iniziano molto presto un percorso di vita indipendente rispetto alla famiglia di origine, mentre nei Paesi dell'Europa meridionale e in molti Stati asiatici il sostegno familiare continua a rappresentare un elemento fondamentale anche in età adulta.
Anche i sistemi di assistenza risultano molto differenti. Alcuni Stati dispongono di una rete di servizi sociali e sanitari particolarmente sviluppata, favorita da maggiori risorse economiche, mentre in altri l'assistenza ricade prevalentemente sulle famiglie.
Differenze significative riguardano anche la figura dell'amministratore di sostegno o del tutore, che nei vari Paesi può operare attraverso associazioni, come libero professionista, nell'ambito di servizi pubblici, come volontario oppure all'interno di strutture private. Analogamente variano le modalità di finanziamento dell'attività: in alcuni Stati essa è sostenuta in larga misura dallo Stato, talvolta anche attraverso il sistema sanitario.
Un ulteriore tema di confronto è stato il diverso livello di digitalizzazione. Nei Paesi del Nord Europa l'utilizzo delle tecnologie digitali è molto più avanzato rispetto ad altre realtà. Tuttavia, proprio questa evoluzione rischia di trasformarsi in un ostacolo per molte persone con disabilità o con limitazioni cognitive, che spesso non riescono ad accedere autonomamente ai servizi digitali.
Nonostante le differenze tra i vari ordinamenti, quasi tutti i Paesi condividono un medesimo obiettivo, derivante anche dalla ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: promuovere e garantire l'autodeterminazione delle persone adulte con disabilità, assicurandone al tempo stesso un'adeguata protezione.
Molti interventi hanno affrontato le sfide poste dall'invecchiamento della popolazione. È stato ricordato, ad esempio, che Paesi come il Giappone registrano un'aspettativa di vita ancora più elevata rispetto all'Europa, mentre i familiari, impegnati in orari di lavoro molto lunghi, dispongono di sempre meno tempo da dedicare all'assistenza dei propri cari.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle persone affette da demenza, discutendo le modalità per garantire loro il massimo livello possibile di autodeterminazione e per favorire processi di decision making anche quando la capacità di comprendere o di esprimere la propria volontà risulta compromessa.
Considerando che entro il 2050 il numero delle persone anziane nel mondo è destinato a raddoppiare, è stato evidenziato come questa ampia fascia della popolazione non disponga ancora di uno specifico strumento internazionale di tutela dei diritti umani. È stata pertanto richiamata l'ipotesi di una Convenzione ONU dedicata ai diritti delle persone anziane ed è stato presentato il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sull'invecchiamento della popolazione.
Numerosi interventi hanno inoltre riguardato la prevenzione dello sfruttamento economico delle persone anziane e delle persone con disabilità cognitive, spesso particolarmente esposte a truffe e abusi perché incapaci di comprendere pienamente il valore del denaro o il contenuto dei contratti.
A questo proposito l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato la necessità di:
· contrastare ogni forma di discriminazione legata all'età, affinché venga prestata maggiore attenzione allo sfruttamento economico delle persone anziane;
· migliorare la raccolta dei dati sul fenomeno, aumentando la consapevolezza del problema e mettendo a disposizione risorse adeguate per prevenirlo e contrastarlo.
Sono state inoltre presentate le riforme legislative adottate da diversi Paesi per adeguare i propri ordinamenti alla Convenzione ONU, nonché le prospettive di riforma attualmente in discussione all'interno dell'Unione Europea.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra digitalizzazione e inclusione. È stato evidenziato come l'accesso ai servizi pubblici, alle banche, alla sanità e alle attività della vita quotidiana debba rimanere garantito anche alle persone con disabilità, nel rispetto del principio sancito dalla Convenzione ONU secondo cui "Everyone and everywhere has the right to access" ("Ogni persona, ovunque si trovi, ha diritto ad accedere ai servizi").
Computer, posta elettronica, home banking, servizi online della pubblica amministrazione e della sanità non devono trasformarsi in barriere insormontabili. Tra le possibili soluzioni discusse figurano, ad esempio, l'obbligo per gli istituti bancari di continuare a fornire documentazione cartacea, la possibilità di gestire pratiche amministrative e finanziarie anche telefonicamente, garantendo adeguati livelli di sicurezza, nonché strumenti che consentano agli amministratori di sostegno di assistere le persone anche nell'utilizzo dei servizi digitali, attraverso accessi condivisi a determinati portali e piattaforme.
Questi rappresentano soltanto alcuni dei numerosi temi affrontati durante il Congresso, tutti accomunati dall'obiettivo di promuovere una sempre maggiore tutela dei diritti delle persone più vulnerabili.
Il Congresso mondiale si svolge con cadenza biennale proprio per favorire il confronto internazionale e lo sviluppo di nuove soluzioni. Il prossimo appuntamento è previsto nel 2028 a Girona (Spagna).
La cerimonia conclusiva si è chiusa con una riflessione particolarmente significativa, proiettata sullo schermo:
L'invecchiamento non diminuisce la dignità.
La vulnerabilità non diminuisce la dignità.
La dipendenza non diminuisce la dignità.
A volte è il nostro modo di guardare le persone a farlo.