Chi può presentare il ricorso
La richiesta di nomina di un amministratore di sostegno si presenta al giudice tutelare attraverso una domanda formale, chiamata ricorso.
La possibilità di presentare questa domanda è regolata dall’art. 406 del Codice civile, che individua in modo preciso chi può attivare la procedura.
Possono presentare ricorso:
La persona interessata
La stessa persona che vive una situazione di fragilità può presentare il ricorso in prima persona.
È un modo per chiedere aiuto e ottenere un sostegno adeguato quando diventa difficile gestire alcuni aspetti della propria vita quotidiana.

Un familiare e persona stabilmente convivente
Chi vive accanto alla persona fragile o mantiene con lei un legame familiare significativo può presentare il ricorso al giudice tutelare.
Rientrano in questa categoria il coniuge, la persona unita civilmente o il convivente, ma anche i parenti entro il quarto grado – figli, genitori, fratelli, nonni, zii, nipoti e cugini – e gli affini entro il secondo grado, come suoceri, generi, nuore e cognati.
Si tratta di persone che conoscono da vicino la situazione e possono attivarsi quando emergono difficoltà nella gestione della vita quotidiana, segnali di rischio o la necessità di un sostegno più strutturato.
Il tutore e curatore
Se la persona è già seguita da un tutore o da un curatore, queste figure possono richiedere l’amministrazione di sostegno quando ritengono che sia una misura più adatta e flessibile rispetto a quella in corso.

Il pubblico ministero
Anche il Pubblico Ministero può presentare il ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno.
Interviene quando viene a conoscenza di situazioni di particolare fragilità, rischio o vulnerabilità, sia tramite segnalazioni dei servizi, sia nell’ambito di altri procedimenti.
Il suo ruolo è quello di garantire la tutela della persona, attivando la misura quando è necessario proteggere diritti fondamentali o assicurare un intervento rapido.
I responsabili dei servizi sociali e sanitari che hanno in carico la persona fragile
I responsabili dei servizi sociali o sanitari che hanno in carico la persona fragile hanno l’obbligo di presentare il ricorso quando rilevano situazioni di rischio, abbandono, trascuratezza, o quando non vi sono familiari in grado di intervenire.
Il loro intervento serve a tutelare la salute, la sicurezza e i diritti della persona, attivando una misura di protezione adeguata e tempestiva.