Compiti e poteri
L’amministrazione di sostegno è uno strumento personalizzabile e adattabile alle reali necessità della persona fragile. È stata pensata per offrire un aiuto non standardizzato, ma costruito caso per caso, in base alla situazione concreta.
I poteri dell’amministratore o amministratrice di sostegno vengono definiti dal giudice tutelare in modo molto preciso, tenendo conto delle capacità residue della persona beneficiaria e delle sue esigenze.
L’amministratore può essere incaricato di:
- svolgere compiti economici e amministrativi (es. gestione del denaro, pagamento di bollette, riscossione della pensione);
- affrontare questioni sanitarie (es. firmare il consenso informato per cure mediche, scegliere strutture sanitarie o terapeutiche);
- occuparsi di atti burocratici e legali (es. firma di contratti, rapporti con enti pubblici o banche);
- in alcuni casi, può intervenire su entrambe le sfere – economica e sanitaria – a seconda delle necessità della persona.
Questi compiti possono essere modificati nel tempo, se la situazione del beneficiario cambia (ad esempio in caso di miglioramento o peggioramento dello stato di salute).
Durata flessibile
L’amministrazione di sostegno può essere:
- a tempo determinato, per affrontare una difficoltà temporanea;
- oppure a tempo indeterminato, quando il bisogno di supporto è continuativo.
Revocabile
Se la persona beneficiaria recupera la piena autonomia e non ha più bisogno dell’amministratore, l’incarico può essere revocato con decisione del giudice tutelare.
Controllo del giudice tutelare
L’intero percorso – dalla nomina fino alla conclusione dell’amministrazione – avviene sotto la supervisione del giudice tutelare del luogo di residenza o domicilio del beneficiario. Il giudice verifica che l’amministratore agisca nell’interesse della persona fragile, in modo corretto, trasparente e proporzionato.