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La designazione anticipata

dell’amministratore o amministratrice di sostegno

Chiunque, se capace di intendere e di volere, può designare in anticipo la persona che vorrebbe come proprio amministratore di sostegno, nel caso in cui un giorno si trovasse nell’impossibilità di provvedere ai propri interessi personali, patrimoniali o sanitari.

La possibilità è prevista dalla Legge n. 6/2004, che consente a ciascun individuo di manifestare la propria volontà in modo consapevole e responsabile, anticipando una possibile futura situazione di fragilità.

 

Come si fa la designazione anticipata

La designazione deve essere effettuata per atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio, affinché abbia validità legale.

Nel documento si può indicare:

  • Il nominativo della persona che si desidera venga nominata amministratore di sostegno;
  • Eventuali indicazioni sui bisogni personali, preferenze e volontà (ad esempio, su residenza, trattamenti sanitari, gestione del patrimonio);
  • La revocabilità in qualsiasi momento, purché la persona sia ancora capace di intendere e di volere.

Cosa succede al momento del bisogno

Se, in futuro, si verifica la condizione di incapacità (anche temporanea), il giudice tutelare sarà tenuto a tenere conto della volontà espressa nella designazione, salvo che la persona indicata non sia più idonea o disponibile.

La designazione anticipata rappresenta quindi una forma di autoprotezione, che garantisce continuità nella cura dei propri interessi e rispetto della volontà personale anche in momenti di vulnerabilità.

Perché è importante?


Permette di scegliere in anticipo una persona di fiducia.

Evita incertezze e possibili conflitti tra familiari.

Rende il procedimento di nomina più rapido ed efficace.

È un atto di cura verso sé stessi e i propri cari.