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Bere il caffè al bar, andare in pizzeria oppure fare un giro fuori regione, sono tutte azioni, comportamenti che hanno a che fare con quelle caratteristiche umane che riguardano il “sentirsi vivi”. Oramai è tanto tempo che abbiamo rinunciato a tutto questo. Queste attività, ora che ne abbiamo fatto rinuncia, ci hanno lasciato un vuoto, un vuoto che va nonostante tutto colmato con altro. Con l’amore verso la natura, con la riscoperta della cucina, e perchè no, il bello di cucinare qualcosa per qualcuno, oppure con la nostra capacità di osservazione, che si è acuita nelle diverse situazioni che ci circondano. Forse ci siamo anche permessi di eliminare ciò che non ci faceva stare bene, come impegni superflui o amicizie non gradite. Ci siamo fermati, abbiamo fermato un mondo allo stremo delle forze.

Questa è la realtà che stiamo vivendo e siamo chiamati a trarne il miglior vantaggio.

La scienza ci dice che il nostro modo di pensare influisce sui nostri comportamenti.
Quindi avere un pensiero positivo, significa riuscire ad avere un comportamento positivo, anche nelle situazioni più buie e difficili. Ma attenzione, avere un pensiero positivo, non significa far finta che le cose brutte non ci siano, ma piuttosto riuscire a superare le difficoltà, cercando di capire cosa ne posso trarre io di buono. Quindi chiederci, che cosa sto imparando da questa situazione difficile, che cosa è buono per me? Possiamo dire che il pensiero positivo ci aiuta costantemente a dirci, si ce la posso fare. Si ce la possiamo fare.

E come dice il buon Jovanotti:
Io penso positivo
Perché son vivo perché son vivo
Io penso positivo
Perché son vivo e finché son vivo.