L’Amministratore di Sostegno è la persona nominata dal Giudice Tutelare (GT) al fine di assistere, sostenere, rappresentare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire "la persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi” o, più in generale, al fine di supportare chi non riesce - a causa di impedimenti di natura fisica, o psichica, o sensoriale, o per effetto dell’età avanzata, o per altre ragioni - ad espletare autonomamente in tutto o in parte le funzioni della vita quotidiana.
Possibili destinatari della misura sono: anziani dementi, malati psichici, altre persone con disabilità cognitive o fisiche, con dipendenza da alcool, da sostanze, da gioco, persone affette da malattia degenerativa ecc.
Sussistendone i presupposti (malattia e/o infermità e conseguente incapacità di provvedere a sé stessi), il Giudice Tutelare del luogo dove la persona o abita, provvede, quindi, con decreto, alla nomina di un Amministratore di Sostegno (AdS), autorizzandolo, ad affiancare e/o rappresentare il beneficiario nel compimento delle attività in cui è disabile.
Diventare AdS richiede disponibilità di tempo, ascolto ed empatia, capacità di relazione, organizzativa e conoscenza dei servizi del territorio. L’AdS è pubblico ufficiale, l’assunzione dell’incarico, tendenzialmente gratuito, comporta delle responsabilità giuridiche.

Chi può essere Amministratore di Sostegno?

Persone vicine al beneficiario: parenti

Generalmente il Giudice tutelare nomina le persone che sono più vicine, in termini affettivi, al beneficiario (parenti, amici, conoscenti).

L’art. 408 c.c. prevede che nella scelta dell’AdS, il Giudice tutelare dovrà preferire:

  • il coniuge non separato o la persona stabilmente convivente;
  • il genitore, il figlio o il fratello;
  • il parente entro il quarto grado;
  • la persona designata dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Tale elencazione non va intesa come una rigida scala preferenziale e non corrisponde a un ordine gerarchico cui il giudice sia vincolato. L’unico criterio che il Giudice Tutelare dovrà seguire è quello del massimo riguardo per la cura e gli interessi del beneficiario.

Terzo estraneo alla famiglia

Situazioni caratterizzate da:

  • un alto grado di conflittualità tra i familiari
  • assenza di parenti o conoscenti del beneficiario
  • indisponibilità delle persone vicine al beneficiario a diventare AdS
  • inopportunità segnalata spesso anche dai medici di assumere l’incarico da parte dei parenti
  • oggettiva difficoltà della gestione economica e patrimoniale del beneficiario
  • ovvero, quando il GT ne ravvisa l’opportunità e nel caso di designazione dell’interessato quando ricorrano gravi motivi

impongono talvolta la nomina di un Amministratore di Sostegno terzo estraneo al nucleo familiare.

La scelta del Giudice tutelare può ricadere sui seguenti soggetti:

  • Professionisti: nei casi in cui sussistono situazioni particolarmente complesse di carattere giuridico o economico, ovvero, se si presentano scenari delicati sul piano personale o sanitario;
  • Volontari: L’Associazione per l’Amministrazione di Sostegno e la Provincia di Bolzano hanno istituito l’una un “Registro” l’altra un “Elenco” di amministratori di sostegno volontari.
  • Associazioni o Fondazioni: Quando il Giudice tutelare ne ravvisa l’opportunità e quando ricorrano gravi motivi può chiamare all’incarico di amministratore di sostegno anche una fondazione o associazione come, ad esempio, l’Ass.ne per l’AdS. In questi casi il Giudice Tutelare può affida l'incarico di Amministratore di Sostegno al legale rappresentante dell'Associazione stessa (il Presidente) il quale a sua volta potrà delegare ad un suo socio la relativa funzione di AdS.